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Povero cristo

Povero cristo

L’ombra strisciava. Tra le pareti umide e la puzza di piscio, segnava sulla pelle viola solchi privi di alcun senso. Bianco, poi nero, poi bianco, sulle braccia rese troppo deboli da una vita dimenticata, da una storia come tante. La sua. La mia.

-Oh, povero cristo…

Com’è misera la commiserazione: scava solchi, acuisce gli zigomi, spegne la profondità nello sguardo. Nessuno, se potesse farlo, sceglierebbe di  guadagnarsi un posto all’inferno. Eppure qualcuno, senza che te ne accorga, ti ha già prenotato un biglietto di sola andata verso il capolinea. “Capo, la linea di quelle sbarre mi sta tagliando la pelle a strisce. Guardi: qui è bianco, qui è nero, qui di nuovo bianco…”

Oh, che povero cristo!

Rieccoci, al punto di partenza. Il solito giro, la solita vita. Un cerchio, niente di più. Un cerchio che si stringe sul percorso. Lo delimita, lo limita. La chiamano qualità della vita, per dargli un tono d’importanza che in fondo non c’è. Se ci rifletti, è solo un cerchio: Si parte, si viaggia e ci si ritrova al punto di partenza. E’ sempre così. La “qualità” sta tutta nella circonferenza di quel cerchio: più ampia, più stretta, più bella, più brutta. Filosofia del lunedì mattina. “Capo, che giorno è oggi?”

L’ultimo, povero cristo.

Nessuna risposta, nessuna logica.”Capo, come mi chiamo? Perché sono qui? Uscirò presto? In che modo?”. Non è il silenzio a ferire, quanto l’ignoranza. Non sapere il perché, averlo dimenticato per strada. Ferisce, l’ignoranza, perché in quel cerchio che si chiude intorno fino a spegnere il respiro, dove tutto cambia prospettiva a seconda dei casi umani, Lei è l’unica a rimanere coerente, fedele a se stessa. Lei, ignora.
“Mi dica almeno questo, Capo: soffrirò?”

come un povero cristo…

Così fu. Lividi, botte, ossa rotte. Una cella libera in più, un respiro in meno. E poi bianco, nero, di nuovo bianco a strusciare per terra la libertà di un cielo che non ha più alcun corpo sul quale andare a sbattere. Vivo o morto che esso sia. Resta solo uno spazio, vuoto, umido e la sua puzza di piscio. Pronto ad accoglierne un altro, di corpo, uno qualunque.

Un altro…

…povero cristo!


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