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Frammenti di parole

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Apro gli occhi e mi guardo intorno. Gli unici colori che distinguo sono il bianco e il nero. Cerco di mettere a fuoco le immagini, di capire dove sono. Il mio corpo sta fluttuando nell’aria e, man mano che i miei occhi si abituano all’oscurità, mi accorgo di essere nuda. Intorno a me ci sono tantissimi fogli bianchi, immobili. Allungo la mano per provare a toccarne uno e mi accorgo che non posso farlo, perché sono in una bolla. Non riesco a capire perché, ma non sono spaventata. Al contrario, mi sento al sicuro. Mi accorgo che la mia cupola passa inosservata vicino a quei pezzi di carta. La voglia di toccarli, aumenta man mano.

All’improvviso, la bolla si ferma e io rimango con il fiato sospeso, mentre sento il mio cuore battere forte. Alcuni fogli si uniscono e formano una freccia. Essa viene dritta verso di me, ma lentamente. Spaventata, mi porto le braccia davanti al volto, come se volessi proteggermi. Con mia sorpresa, la freccia si scontra e la mia bolla diventa di vetro. La crepa si ingrandisce sempre di più e alla fine, si infrange in mille pezzi. Io precipito nell’oscurità. Giù, sempre più giù, velocemente. Ho la bocca aperta, ma il mio grido non si sente. Il buio si dilaga e il luogo, attorno a me, cambia: ora c’è più luce e sono circondata da cartoni sia neri che bianchi. Il mio corpo si ferma e i miei piedi si poggiano sul pavimento. I miei lunghi capelli cadono delicatamente sul mio corpo cresciuto. Non sono più una bambina, ma una ragazza.

Mi guardo intorno e tendo l’orecchio, ma l’unico rumore che sento, sono i pensieri che attraversano la mia mente. Di nuovo, allungo la mano e finalmente tocco un foglio bianco. Esso si apre ed il mio corpo viene pervaso da una sensazione di calore.

Ti amo dal profondo del mio cuore.”

Sono sicura che quella non è la mia voce, seppur non l’ho mai udita. Decido di incamminarmi, anche se non ho idea di dove andare. Qualcosa mi graffia la caviglia ed io abbasso lo sguardo: sono stata colpita da un foglio nero.

Ti odio! Tu mi hai rovinato la vita!”

 Questa volta, provo una sensazione negativa. Sono arrabbiata per qualcosa che non conosco, nei confronti di un perfetto estraneo. Decido di fare un esperimento e tocco un altro foglio bianco. Questo, come il precedente, si apre.

Sei la mia migliore amica e lo sarai per sempre.”

 Il mio corpo è di nuovo invaso da una bella sensazione: sono felice. Mi faccio coraggio e tocco un foglio nero. Esso, nell’aprirsi, mi graffia il polso.

 “Sei una traditrice, non voglio più vederti!”

Sento il mio cuore sbriciolarsi nel petto e mi viene da piangere. Non riesco a capire, perché provo quelle sensazioni se non mi appartengono? Mi fermo, indecisa se proseguire oppure no. Abbasso lo sguardo e vedo che, dove sono stata colpita dai fogli neri, sto sanguinando. Che cosa mi sta succedendo? All’improvviso, i fogli intorno a me prendono a girare come un tornado impazzito. Poi, si fermano. Capisco che hanno avvertito la mia presenza, che li ho svegliati dal loro sonno e che vogliono aggredirmi. Inizio a correre, mentre vengo graffiata da entrambi i colori

Amore, odio, amicizia, tradimento, felicità, tristezza, famiglia, solitudine, dolore, gioia.

 Il mio corpo è invaso da tutte queste emozioni. Ed io mi sento confusa, stordita. Di nuovo, lo scenario cambia ed io mi trovo da sola, in una stanza bianca. Ad attirare la mia attenzione, è un grande specchio giusto al centro. Decido di avvicinarmi e, mentre lo faccio, sento il mio cuore battere all’impazzata mentre l’ansia cresce a dismisura. Che cosa vedrò dall’altra parte?

Mi fermo e rimango sorpresa, non c’è niente eccetto il buio. Tocco lo specchio e, in quell’istante, un’altra me prende forma. Il mio corpo è cambiato di nuovo: ora sono una donna. Noto che sono piena di cicatrici e ciò mi spaventa. Cado a terra e scoppio a piangere. Alzo di nuovo lo sguardo al mio riflesso e vedo che è cambiato: ci sono due corpi senza volto, uno bianco e uno nero. Capisco che la mia unica via d’uscita è compiere una scelta. Il bianco rappresenta la luce, la felicità; mentre il nero rappresenta l’oscurità, il dolore. Osservo tutte quelle cicatrici e mi rendo conto di essere diventata più forte.

Ci rifletto a lungo prima di prendere una decisione. Mi rendo conto che la luce non può fare a meno dell’oscurità e viceversa. Per vivere bene, devo creare un equilibrio tra di loro. Sorrido e mi abbraccio. I due corpi nello specchio si sgretolano in tanti piccoli frammenti e lo attraversano, poggiandosi su di me. Adesso indosso un vestito con quei due colori e sono consapevole di aver fatto la scelta giusta.

 

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