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Judith correva veloce, mentre la pioggia cadeva imperterrita. Non ne poteva più della sua situazione familiare, delle continue urla dei genitori per ogni piccola cosa. Quanto avrebbe voluto che divorziassero una volta per tutte, ma non succedeva mai. Era sempre la stessa storia, sin da quando lei era una bambina. Suo padre tradiva sua madre, lei lo scopriva e litigavano. La madre piangeva e tra le lacrime gli diceva che voleva il divorzio, ma le sue erano sempre e solo parole. Il padre riusciva sempre a farsi perdonare e lei lo accoglieva in casa tutte le volte. Per un po’ andava tutto bene, ma poi la ruota riprendeva a girare ancora e ancora, in un vortice infinito. Judith non ce la faceva più, voleva solo trovare una via di fuga dalla sua triste e insopportabile vita. Non aveva mai voluto affrontare la realtà e si era rifugiata nei libri, insieme ai tanti protagonisti nelle loro infinite storie. Per anni aveva sopportato quest’assurda situazione ed ora era arrivata al punto di non ritorno. Sentiva che il suo corpo iniziava a non reggere più al dolore. Ogni volta che emergeva, l’aveva sempre respinto giù, nelle profondità del suo cuore. Ed ora esso era emerso forte ed imponente e la stava soffocando. Ora però non ne poteva più ed era scappata prima che il suo cuore, ormai tramutato in una bomba ad orologeria, esplodesse. Non aveva più alcuna intenzione di tornare in quella casa priva di amore. Tuttavia, non sapeva dove andare. Non aveva amici e la persona che amava non sapeva neanche della sua esistenza. Era completamente sola. A quel pensiero si fermò e le lacrime iniziarono a caderle sulle guance, ma nessuno ci avrebbe fatto caso perché erano bene nascoste dalla pioggia. Proprio in quel momento vide dei fari di una macchina e poi non capì più nulla. Il suo corpo fù investito in pieno e lei volò in alto, per poi cadere violentemente a terra. Quindi, il buio.

La prima cosa che vide quando aprì gli occhi fu un bel cielo limpido. Si alzò a sedere e si toccò; non aveva neanche un graffio. La macchina che aveva creduto di vedere, non c’era. Si alzò e, confusa, osservò il paesaggio intorno a lei: era proprio il suo bel paese nascosto tra le montagne. Tuttavia, c’era qualcosa di strano

“C’è qualcuno?”
Nessuno rispose al suo grido.
Con il cuore in gola si mise a correre e, sebbene non volesse più rivedere i suoi genitori, andò a casa sua. La porta era aperta e tutto era al suo posto, ma l’appartamento era vuoto. Sentì che un gozzo le saliva alla gola, mentre fu assalita dalla voglia di piangere. Non riusciva a capire cosa fosse successo.

 “Finalmente ti ho trovata, ti ho cercata ovunque!”
Judith si girò e vide un bel ragazzo poco più alto di lei.
I loro sguardi si incrociarono e lui le sorrise

“Dovevo immaginarlo che saresti venuta qui, tornano sempre tutti a casa.”
“Chi sei?”
“Credo che tu conosca la risposta.”

La ragazza l’osservò, non era la prima volta che vedeva quei folti capelli neri e quei begli occhi azzurri. Non riusciva a ricordare dove lo avesse incontrato, ma la sua ansia scomparve nel momento in cui lui le sorrise e Judith fu pervasa da una piacevole calma.

“Dove siamo?
“In un luogo dove il tempo non scorre.”
“Sono morta?”
“No.”
“Allora sto sognando!”
Lui scosse il capo.

“Ti trovi nel limbo.” le spiegò. “La tua vita è appesa ad un filo e sta a te decidere se proseguire o tornare indietro.”
“Che cosa significa?”
“Guarda tu stessa.” disse ed indicò lo specchio di fronte a loro.

Il suo riflesso scomparve e al suo posto comparve lei in un letto d’ospedale, circondata dai suoi genitori che piangevano. Tutto questo non poteva essere vero, era troppo irreale. Non era così che voleva trovare la sua via di fuga

“Sei in coma da una settimana.”
“Non è possibile!”
“Ti ricordo che qui il tempo non scorre.”
Judith vide le labbra dei genitori che si stavano muovendo, ma non udì le loro voci.

“Che cosa stanno dicendo?”
Il ragazzo si avvicinò a lei e le toccò le orecchie.

“La nostra piccola bambina.” singhiozzò la madre.  “Ti prego, svegliati.”
“Ti amiamo Judith, torna da noi.” disse il padre.
La ragazza provò un sussulto al cuore perché, nonostante tutto, amava i suoi genitori.

Se scelgo di seguirti, dove mi condurrai?”
“Non ti è dato saperlo, mi dispiace.” rispose. “Sappi che una volta che avrai deciso, non potrai più cambiare idea.”
“Posso continuare ad osservare i miei?”
“No.” rispose, facendo scomparire la loro immagine. “Guarda nel tuo cuore, la tua risposta risiede lì.” continuò. “Ti lascio sola per un po’.”

Il ragazzo svanì nel nulla e lei uscì in strada, aveva bisogno di aria. Fece un profondo respiro e poi le gambe presero a camminare da sole, mentre la sua mente rifletteva su ciò che voleva davvero. Aveva sempre cercato una via di fuga ed ora che aveva l’opportunità di farlo davvero ne ebbe timore. Non sapeva cosa l’aspettava, perché non aveva idea di dove quel misterioso ragazzo l’avrebbe portata. E se il luogo fosse peggiore della terra? E se avesse sofferto anche li? Voleva davvero rischiare di andare in un posto ignoto? Dall’ altro lato, se fosse tornata, sapeva già a cosa andava incontro. Avrebbe rivisto i suoi genitori, li avrebbe resi felici del fatto che si sarebbe risvegliata. E dopo? Quanto sarebbe durata la tregua? Quanto tempo ci avrebbe rimesso il padre per tradire di nuovo la madre? Sospirò e cercò di concentrarsi su altro. Scavò nella sua memoria alla ricerca di un altro motivo per tornare sulla terra e gli venne in mente lui, l’uomo di cui aveva una cotta. Scosse il capo, consapevole che il loro sarebbe stato un amore impossibile. Doveva prendere una decisione e al più presto.

Era trascorsa un’altra lunga e lenta settimana per i genitori di Judith. La madre vegliava su di lei giorno e notte, attendendo con ansia che si svegliasse perché era sicura che l’avrebbe fatto; la sua bambina sarebbe tornata da lei. La donna si sentiva responsabile di quanto le era accaduto. L’amore che nutriva verso il marito l’aveva resa cieca verso la figlia e l’aveva abbandonata, privandola del suo amore. L’aveva messa al secondo posto ed ora era amaramente pentita. Tuttavia, non aveva avuto il coraggio di mandare via il marito, ora più che mai dovevano sostenersi a vicenda. Entrambi i genitori erano vicino al suo letto e la madre le stringeva la mano.

“Perdonami per tutte le sofferenze che ti ho causato.” disse l’uomo alla moglie. “Ho compilato la domanda per il divorzio.”
“Non è il momento di pensare a queste cose.”
“E’ il momento giusto invece!” esclamò. “Noi non siamo più una coppia da anni, dobbiamo smetterla di prenderci in giro.” continuò. “Quando la nostra piccola si sveglierà vedrà che siamo cambiati e allora potrà iniziare a vivere una nuova vita, glielo dobbiamo.”
“Si sveglierà e avremo la nostra seconda possibilità.” commentò la moglie.

Anche se Judith non poteva né vederli né udirli,  fu in quell’esatto istante che fece la sua scelta. La macchina a cui era attaccata fece un sonoro bip e il suo cuore smise di battere.

 

 

 

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