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Un cubano a Milano: sintesi di un viaggio

Per il mese di Aprile, l’Ex Salumeria48-Bar Teatro Zero, ci propone il “Cubano a Milano“, frutto dell’estro del giovane Apprendista Oste, che l’ha concepito in un’esperienza di viaggio, in quel di Milano, con l’intento di coniugare tradizioni nostrane a un Paese geograficamente molto lontano da noi, ma sempre vicino nel cuore e nella mente.

Questo drink, realizzato con la tecnica stir and strain, una delle più amate dai maestri della miscelazione, viene servito in elegante coppetta, senza ghiaccio.
Componente essenziale è ovviamente il rum, nella declinazione dello stile Cubano, che offre sentori più leggeri e morbidi rispetto a stili più incisivi come Demerara o Trinidad (Caroni!), giusto per citarne due tra quelli personalmente più amati. Nello specifico, è stato scelto il Santiago de Cuba, a parere dello scrivente il più interessante tra le varie espressioni provenienti dalla principale isola delle Antille.

Ad esso, viene miscelato un mix di tre ingredienti segreti, che il Maestro Oste si è riservato di non comunicare, lasciando al degustatore il piacere della scoperta.
In fundis, terzo ingrediente, l’immancabile Campari, trait d’union tra l’Avana e Milano.

Bene, dopo la preparazione, affascinante come sempre, mi accingo a provare il risultato.
Piccola nota ulteriore sulla miscela, che vede la preponderanza del Campari (45 ml), rappresentante della tradizione italica, seguiti dal Rum (25 ml) e dal “secret mix” di tre ingredienti (25 ml) che vengono aggiunti in ugual misura.
Il drink si presenta di color rosso rubino con una venatura leggermente ambrata e con elegante topping di peel all’arancia.

All’olfatto, il degustatore viene subito rapito da un vivido sentore agrumato, composto da mandarini freschi ma anche arance rosse di Sicilia. Al contempo, emerge una piacevole nota erbacea e piacevolmente balsamica nella declinazione di un delicato mentolo e un fresco eucalipto, man mano più evidente con il trascorrere dei minuti. Emerge, quindi, il lato cubano del drink, mediante l’effluvio di zucchero di canna caramellato accompagnato da una leggera cannella. In fundis, delicato frutto della passione. Complessivamente fresco e inebriante, dal tocco tropicale.

Al palato, si presenta fresco e vitale, con vividi agrumi, misti a un deciso rabarbaro e gradevole liquirizia dolce. Complessivamente ben equilibrato, vira maggiormente su note amare grazie al Campari, senza dimenticare un tocco balsamico di eucalipto e delicato mentolo. Gli agrumi, man mano che il drink incede nel palato, divengono più massivi, senza essere mai invasivi ma anzi gradevolmente complementari al tutto.

La persistenza complessiva è media. In definitiva, un cocktail molto esuberante e piacevolmente primaverile. Ideale come Pre Dinner, non stonerà certo come dopo cena.

Chapeau anche questa volta allo staff dell’Ex Salumeria 48-Bar TeatroZero.


@il-bevitore-raffinato

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