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Ed io guardo sempre

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Maggio 2017. Io ho visto l’arcobaleno.
È paradossale guardarlo perché sembra un’emoji triste, con il broncio.
Invece, chiunque, sorride appena lo nota.
Forse i colori, forse perché ha smesso di piovere e ci piace l’odore di terra bagnata, o la partita di pallone che odiamo giocare sotto la pioggia, forse perché si mostra in acqua ed è subito meraviglia, forse perché ci appare e basta, senza che gli altri lo vedano. Ecco a me piace lui, quello che senti ma non vedi. Senti tutti i colori nel cuore, così vivamente che non sei mica egoista; vai in giro e li diffondi per strada. Diventi un propagatore di vernice.

Hai il giallo del sole e se il cielo è cosparso di nubi, non ha importanza. Tanto splendi.
Hai il verde dell’erba, quella soffice che sfiori con i polpastrelli seduta al parco; e se intorno hai nient’altro che cemento, lo trasformi in primavera.
Hai il rosso del vino, corposo e fragrante; così gustoso che abbondi. Ed hai l’ubriachezza.
Hai l’azzurro del mare, quello limpido in cui si intravedono i pesci che nuotano, quello silenzioso ma compagno, quello delle 19:00 in estate; che te ne freghi di arrivare in orario all’aperitivo. Chi te lo restituisce quello spettacolo? Ogni giorno diverso ma uguale. Ed hai lo stupore.
Hai il blu della notte (per qualcuno dell’inter); allora spegni i lampioni e ci aggiungi le stelle. Ti crei la tua costellazione che ravviva il tono opaco e tenebroso, perché il buio fa paura. Ed hai il bagliore.
Hai il viola della lavanda, e non quella del detersivo che compra la mamma per i panni ma quella dei campi; che tu puoi passare a razzo in autostrada con la musica che esplode nelle casse ma ti giri e ti incanti. Ti volti e ti innamori. Ed hai la seduzione.

Sapete perché non ci sono né il bianco né il nero in un arcobaleno?
Ve lo dico io: sono due colori che chi è felice non vede. Sono due colori neutri, di piattezza e abitudine ed i felici vedono solo quelli dei fuochi d’artificio.

Io aspetto sempre che smetta di piovere e se non accade nebulizzo l’acqua così da avere il mio arcobaleno.

Avete presente l’angolo concavo e convesso che ci spiegava la maestra di geometria?
Beh l’arcobaleno è così: gioia e tristezza. Dipende da che direzione vuoi guardarlo.

Compra un pennello e colora.

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