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Quando parla il cuore

Aprii il rubinetto dell’acqua e, mentre attendevo che diventasse tiepida, alzai lo sguardo sul grande specchio del bagno. Gli occhi seguirono una ragazza che aprì la porta per uscire. Per una frazione di secondo, mentre essa non si chiudeva, sentii le voci e i rumori provenienti dal locale. Poi, il silenzio. C’era un altro suono, oltre lo scorrere dell’acqua. Un suono impercettibile all’orecchio umano, se non al mio. Era il battito incessante del mio cuore, mentre nella mia testa echeggiava un grido. Un grido di dolore che, in quel momento, dovevo soffocare. Mi portai la mano destra sul petto e, chiudendo gli occhi, feci un profondo respiro. Sentii le lacrime assalirmi, ma mi morsi il labbro inferiore per impedire che scendessero. Non potevo piangere, non lì, non davanti ai miei amici. Dovevo fingere che andasse tutto bene, pur sapendo che non era vero. Volevo solo lasciarmi andare al dolore e versare tutte le lacrime che avevo in corpo. Aprii gli occhi ed incrociai il mio riflesso: il trucco nascondeva perfettamente il mio stato d’animo. Sperai solo che gli occhi non mi tradissero. Misi le mani sotto l’acqua, mentre la mia mente tornava indietro nel tempo, ad un anno prima. Era iniziato tutto come un gioco. Nella comitiva delle mie amiche c’era un ragazzo che si era preso una cotta per una di loro. Lucy però non ricambiava i suoi sentimenti.

“Esci con noi, magari si innamora di te.”

Molte volte mi avevano invitato, ma per un motivo o un altro avevo sempre rifiutato. Lucy mi convinse ad accettare. Fu così che lo conobbi, il suo nome era Anthony, un ragazzo molto socievole e simpatico. In poco tempo riuscii ad integrarmi nella comitiva e diventai loro amica. Man mano mi accorsi che Anthony era spesso nei miei pensieri, ma lì per lì non ci badai più di tanto. Lui iniziò a dedicarmi qualche attenzione in più e fu allora che il mio corpo fu attraversato da una scossa. Ogni volta che lo vedevo il battito cardiaco aumentava e iniziavo a diventare nervosa. Nessun ragazzo prima di lui mi aveva dedicato attenzioni particolari. Cercai di convincermi che non era vero, che era solo una cotta passeggera. Non potevo innamorarmi quando sapevo perfettamente che i miei sentimenti non sarebbero stati ricambiati. Eppure era accaduto: il mio cuore aveva parlato e mi aveva sussurrato che lui era il mio primo amore. Provavo dei sentimenti così contrastanti tra di loro che mi sentivo come una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere. Non potevo continuare a tenermi dentro tutto quel peso così mi confidai con le mie amiche, le quali rimasero stupite perché non sospettavano nulla.

“E pensare che era solo un gioco.” disse Lucy. “Tranquilla, a me non interessa.”

Un gioco, ecco cosa doveva essere. E invece ero caduta nella rete e non sapevo come uscirne. Avevo paura di farmi avanti, avevo paura che lui si accorgesse dei miei sentimenti e che mi respingesse. Cercai di comportarmi normalmente, ma era difficile. Non avrei mai immaginato che la mia prima esperienza sarebbe stata così struggente.  Anthony, al contrario di me, si fece coraggio e si dichiarò alla mia amica. Lei però lo respinse. Iniziò a non uscire più con noi. Lui se ne era andato e forse non sarebbe più tornato. Cercai di reagire, non potevo fare altrimenti. Mi ripetevo che era stata solo una cotta, un’infatuazione, niente di più. Ci volle del tempo per far sì che uscisse dalla mia testa e, soprattutto, dal mio cuore. Pian piano iniziai a stare meglio finché un giorno, lui tornò come se niente fosse. Anthony rideva e scherzava con tutti noi, me compresa. Ero felice del suo ritorno, specialmente perché sembrava che i miei sentimenti verso di lui erano scomparsi. Quanto mi ero sbagliata. Stasera eravamo usciti tutti insieme e io ero accanto a lui, sul sedile posteriore della macchina.

“Ragazzi devo dirvi una cosa.”, disse, “Mi sono fidanzato.”

Bam. Provai un dolore terribile, come un colpo allo stomaco mentre sentivo il cuore sbriciolarsi nel petto. Non riuscivo a credere alle mie orecchie. All’improvviso, tutti i sentimenti assopiti si risvegliarono come un uragano e mi travolsero con la stessa furia di un tempo. Non avevo avuto il coraggio di farmi avanti ed ora l’avevo perso per sempre.

 

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