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La festa triste

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Anche quella volta, come era successo negli ultimi cinque anni, era arrivato il giorno che  Matteo aveva eletto come ricorrenza della propria personale disgrazia: il 6 gennaio. Era, quello, un giorno dedicato totalmente all`autocommiserazione e al ricordo di quella data a partire dalla quale tutto era andato storto nella sua vita, o almeno così lui si ostinava a credere. Quella particolare ricorrenza aveva sviluppato anche una sua simbologia, un rituale della depressione o giù di lì: sveglia tardi e in pigiama per tutto il giorno, un pasto frugale – lo stesso a pranzo e a cena – costituito da un brodino fatto col dado, televisione accesa tutto il giorno e divieto assoluto di parlare con essere umano alcuno. Sull’altare del giorno della tristezza idolatrava gli album delle fotografie e la musica di quella vita passata, che lui riteneva essere stata sempre felice, e dopo di allora nulla più.
Gli amici conoscevano il significato che Matteo attribuiva a quella giornata, e per ventiquattro ore lo lasciavano in pace, dopo aver provato in passato a farlo rinsavire; “Non solo i momenti felici vanno ricordati, pure quelli tremendi, se ci cambiano la vita”, continuava a ripetere come una filastrocca.
Eppure, la preparazione a quella giornata gli metteva una febbrile agitazione, come l’attesa di qualcosa che avrebbe finalmente bilanciato il torto che la vita gli aveva fatto in una fredda notte d`inverno. Ogni anno che passava tuttavia affievoliva sempre più quell’attesa speranzosa che teneva Matteo attaccato al ricordo e alla sua vita precedente. Anche quella volta non successe nulla, e neppure si può dire che lui avesse fatto qualcosa per farlo accadere. Arrivò finalmente sera, preparò sulla sedia i vestiti per il giorno seguente, per andare al lavoro. La televisione dava un vecchio film che lui si era segnato di voler rivedere. Si addormentò quasi subito sul divano che non riusciva a tenerlo tutto disteso, riscaldato dal vecchio plaid rosso e blu e in compagnia di Petit, quel gattone testardo e scontroso come lui.

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