Breaking news
25 Giugno 2019

La Cala del Leone

20 Giugno 2019

Veleno

17 Giugno 2019

Una corteccia di quelle

12 Giugno 2019

Le vite di Lucella

6 Giugno 2019

Il corvo e la volpe

Preziosi ricordi

Preziosi ricordi

Ero nel corridoio e stavo spingendo la grande scatola, maledicendomi per averla  resa così pesante. All’improvviso, sentii gridare. Corsi nel salotto e vidi mia nipote in ginocchio, vicino alla presa della corrente. Aveva un’espressione di disperazione sul volto.

“Cos’è successo?”

“Il cellulare non si accende più.”

Spostai lo guardo sul mobile, dove avevo l’orologio. Nel vedere l’orario, mi diedi un colpetto sulla fronte.

“Hanno tolto la corrente per due ore, devono riparare un guasto in strada.”

Mia nipote mi guardò allarmata, come se le avessi annunciato la fine del mondo. Si lasciò cadere a terra e chiuse gli occhi. Era sempre stato un tipetto melodrammatico, sarebbe diventata una brava attrice se solo avesse voluto.

“Che cosa ne sarà di me in queste due ore? Come farò senza comunicare con il mondo?” si domandò, aprendo gli occhi.

Sentendo quelle parole, alzai lo sguardo al cielo.

“Potresti leggere un libro.”

“I libri non hanno immagini e hanno troppe parole.”

“Allora prendi un fumetto. Lo sai che qui hai una vasta scelta.”

“Sono grande per i fumetti.”

Lei era alta per la sua età, ma aveva solo dodici anni. Non era affatto grande. Non riuscivo proprio a comprendere il modo di ragionare delle nuove generazioni. Sapevo che era inutile ribattere e sospirai, uscendo dalla stanza. Andai vicino la scatola e la trascinai nel salotto.

“Mi daresti una mano a montare l’albero?”

“D’accordo.” disse alzandosi.

Mentre spostavo la poltrona nell’angolo, lei prese le forbici per staccare lo scotch.

“Zia, ma qui non c’è l’albero!”

“Sì, che c’è.” commentai avvicinandomi. “Altrimenti perché lo avrei scritto fuori dalla…” mi zittì perché aveva ragione. L’interno della scatola era piena di buste e altre confezioni. Subito capii cosa contenevano. Sentii il mio cuore battere forte per l’emozione.

“Che roba è?”

“Sono i miei giocattoli” commentai, prendendo la prima busta.

Mentre l’aprivo, mi accorsi che mi tremavano le mani. Erano passati anni dall’ultima volta che avevo aperto la scatola. Dalla busta uscì “Stella” la mia bambola. Nel vederla, provai una forte emozione. Sentii il mio cuore fare una capriola nel petto. D’istinto la strinsi forte a me, mentre nella mia mente riaffioravano le immagini legate alla mia infanzia. Per un momento, mi rividi bambina. Sentii i miei occhi farsi lucidi.

“Ha una gamba rotta.” commentò mia nipote, portandomi alla realtà.

“Tua madre aveva la delicatezza di un elefante.”

Mia nipote scoppiò a ridere, mentre io adagiavo Stella sul divano. Decisi che quello sarebbe stato il suo posto durante le feste Natalizie. Lei prese una confezione tutta decorata e la poggiò sulla tavola. Quando l’aprii fui invasa da un dolce profumo di vaniglia; avevo lasciato una saponetta all’interno. Dentro c’erano le mie quattro barbie, insieme ai loro vestiti ed accessori. Ancora una volta, la mia mente tornò indietro nel tempo. Quante avventure avevo condiviso insieme alle mie “piccole amiche” e alle mie sorelle. Le portavamo sempre con noi, anche sulla spiaggia. Ogni luogo era un perfetto scenario per giocare. In modo particolare ricordai le ore che trascorrevamo a giocare sulla scrivania. Sopra non c’era nulla, eccetto la nostra grande fantasia.

“Sembra che abbiano fatto la guerra.” commentò mia nipote, guardandone una in particolare. I miei occhi si posarono su “Hachi”; una Barbie in costume. La presi in mano e ricordai cosa le successe: l’avevo lanciata in alto e non ero riuscita a prenderla. Hachi cadde sul terreno, rompendosi il busto. Ricordai che nel momento in cui dovetti buttarla, non ebbi il cuore di separarmi da lei e la tenni con me. Ognuna di loro aveva una sua storia e le ricordavo perfettamente, come se le avessi inventate il giorno prima.

“Ho giocato con loro fino ai miei quattordici anni.”

“Eri grande!”

“Non c’è una vera e propria età per smettere di giocare. Cambia solo il modo. Forse non te ne rendi conto, ma giocare con la Wii o con la Play station è pur sempre giocare.” dissi. “L’infanzia è uno dei momenti più belli, più magici della vita di ognuno di noi. Puoi fare qualunque cosa senza che nessuno ti giudichi e puoi essere chiunque tu voglia. Non avere tanta fretta di crescere.”

Mia nipote mi osservò con uno sguardo abbastanza scettico, ma non fece nessun commento.

Mi avvicinai di nuovo alla scatola, pronta a vedere cos’altro il passato mi aveva riservato. C’erano diversi giochi in scatola e dei puzzle. Mia nipote mi aiutò a tirarli fuori e li poggiammo tutti sul tavolo.

“Di che profumo sei, il gioco della fenice, Sinco.” Lesse. “Mai sentiti.”

“Se vuoi ci giochiamo.” Le proposi. “Oppure possiamo fare un puzzle, abbiamo una vasta scelta.” Continuai, mentre i miei occhi si poggiarono su di essi. C’era quello di Barbie, della Sirenetta, della Bella e la Bestia.

“Mi piacerebbe fare prima i puzzle.”

“Anche a me.”

Insieme liberammo la tavola e ci mettemmo all’opera. Mentre giocavamo, osservavo il suo volto. Era completamente diverso rispetto a poco fa: era molto più rilassato. Il suo viso si scioglieva in un continuo sorriso, mentre nei suoi occhi scorgevo una piccola luce di gioia. Eccola lì, la mia bella e piccola nipote. Nel vederla così felice, provai una sensazione di calore intorno al cuore. Non potei fare a meno di sorridere. Nessun bambino dovrebbe avere fretta di crescere e noi adulti non dovremmo mai dimenticare di essere stati bambini. Mentre mia nipote mi stava stracciando al gioco della fenice sentii un suono a me familiare. Provai un leggero brivido lungo la schiena.

“La corrente è tornata prima del previsto.” Dissi. “Ora puoi comunicare con il mondo.”

“Il mondo può aspettare, adesso ho voglia di giocare.”

Contatore
  • 24
    Shares

0 Comments

No Comments Yet!

You can be first to comment this post!

Leave a Reply

Breaking news
25 Giugno 2019

La Cala del Leone

20 Giugno 2019

Veleno

17 Giugno 2019

Una corteccia di quelle

12 Giugno 2019

Le vite di Lucella

6 Giugno 2019

Il corvo e la volpe