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L’azalea blu

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“Lasciatemi andare!”
Jeff continuava ad urlare e dimenarsi mentre veniva trascinato da tre guardie armate in una piccola stanza buia e costretto a sedersi su una vecchia sedia da ufficio piuttosto malandata.
La sua fuga da quella comunità malata era stata pianificata fin nel dettaglio ma purtroppo per lui non era stato abbastanza.

Da quando tutto era cominciato, il gruppo di persone di cui Jeff faceva parte era stato costretto a ripararsi sottoterra, sfruttando i tunnel della vecchia rete metropolitana, spinti da quell’istinto di sopravvivenza sicuramente definibile come primitivo.
La guerra termonucleare più devastante della Storia aveva ucciso miliardi di persone e reso la Terra una landa inospitale: a causa delle polveri radioattive spinte dai venti era venuto a crearsi uno scudo che, respingendo i raggi solari, aveva fatto precipitare drasticamente le temperature dando origine così a quello che gli scienziati definivano “Inverno Nucleare”.
Arrivò in maniera naturale l’instaurazione di un regime dittatoriale giù in quella metropolitana, dove i più forti avevano la meglio sui deboli. Tutti si sottomisero, compreso Jeff. Ma un giorno, spinto dalla disperazione e spronato dalle visioni di una vecchia pazza che dormiva vicino ai binari della linea 3, Jeff si decise a tentare la fuga.
Riuscì a scassinare un armadio all’interno dei magazzini dei rifornimenti e, procuratosi maschera antigas e un’arma, riuscì ad arrivare all’uscita senza farsi notare dalle guardie. Fece pochi passi all’esterno. Furono sufficienti.
Poi le guardie lo trovarono, immobile ed inginocchiato in un piccolo prato e lo riportano in quel buco che tutti chiamavano casa.

Mentre le guardie lo tenevano sott’occhio arrivò nella stanza il Sindaco, l’uomo al comando di tutta la comunità sotterranea. Piuttosto alto, calvo e in leggero sovrappeso stringeva nella mano destra una pistola silenziata.
Jeff, in preda a quello che sembrava delirio, emise dei lamenti e dei singhiozzi. Poi parlò.
“Aveva ragione la vecchia. Aveva ragione quella vecchia pazza ed è per questo che l’avete fatta sparire! Lo so che c’entrate voi! Sono uscito per dare prova a tutti che non è qui che siamo condannati a vivere il resto dei nostri giorni, ma che c’è speranza lì fuori. Ho trovato dei fiori poco fuori la porta, delle azalee blu. Sarà forse una primavera maledetta, ma almeno sarà primavera! La prima dopo questo lungo inverno. Perché volete privarcene?”
Il Sindaco si avvicinò all’uomo e gli sollevo il viso.
“Sei sicuro di quello che hai visto, ragazzo?”
“Ne sono sicuro. Dobbiamo dirlo a tutti ed uscire, possiamo risalire. C’è speranza lì fuori, dovete credermi”
“Ti credo” ammise il Sindaco. Poi sparò a Jeff, un singolo proiettile in testa.

“Non c’è posto per la speranza qui”
Il Sindaco poi fece cenno agli altri uomini presenti di liberarsi del corpo.

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